Vi ricordate quando, tornati alla fine dell'inverno al nostro orto, abbiamo trovato l'aglio in germoglio?
Vedere che gli spicchi interrati in autunno, prima di partire per il Cile, avevano germogliato, era già stata una grande felicità. Oggi, dopo che quasi tutte le piante sono seccate, ho potuto finalmente raccogliere le teste d'aglio, il prodotto finale che giustifica così tanta attesa.
Era il primo anno che coltivavo l'aglio e il risultato è stato più che soddisfacente. Ciò che mi ha colpito di più di questa coltivazione è la grande pazienza che richiede. Uno pianta i bulbi in autunno e raccoglie le teste nell'estate successiva (si parla di circa 240 giorni nell'orto). Per me, che non ho recinti tra il campo e il bosco, significa sperare sempre che non passino i cinghiali (che sono ghiotti di tuberi come aglio e patate), i topi (che scavano gallerie e se lo vanno a mangiare) o che l'aglio non prenda malattie e muffe che lo fanno marcire.
Insomma, coltivare l'aglio è un'attesa trepidante.
Ma se anche a voi, come me, l'aglio piace tanto da riuscire a mangiarlo crudo in qualsiasi momento del giorno...allora...questo ed altro. :-)