Ciao a tutti,
altro che castello incantato. Quel castello per me ha portato scalogna. Mio Dio tra un po’ ci lasciavo le penne. Dunque partendo dal presupposto che ho avuto un’infanzia assurda ed un’adolescenza tormentata, potete capire perché sono matta. Dunque da piccola, c’erano 8 persone nella mia casa ed io per anni non capivo chi fosse mia madre. Poi quando ho avuto il sentore che fosse lei, la devo aver chiamata:
ehm Mamma???
Lei si è girata. Sono tutti permalosi a casa mia, quindi prima di chiamare mamma quella sbagliata avevo fatto le mie indagini.
OHUH bene non ho sbagliato, mi devo essere asciugata il sudore.
L’adolescenza è iniziata quando mi ero follemente innamorata di un tipo che mi riteneva buona solo a giocare a calcio, per il resto aveva proclamato che tutte le ragazze della mia scuola media gli facevano schifo. Bene, avevo pensato, sono in buona compagnia. Che dire, ho iniziato l’adolescenza in modo rassicurante, brindiamo all’autostima, se ancora esiste dopo una dichiarazione simile.
Sentito questa cosa ho pensato di essere un’imbecille a giocare a calcio che pure mi faceva schifo. Era terribile giocare a calcio con gli uomini, l’unica cosa che mi riusciva di fare è di rubare palla, ma perché essendo dei giovinastri erano distratti su tutto… solo che per tirare in porta ero negata… avevo problemi di finalizzazione, che ho per tutto anche ora. Faccio bene le cose fin al 90% e poi in genere sbaglio, rovino tutto e piango dalla rabbia. Ammettete che so auto analizzarmi…. Per il resto mi toccava pure tenere i capelli corti per il vizio tutto maschile di prendere una ciocca di capelli femminili, rotearla e poi tirare con tutte le forze. Quindi ho tenuto quell’acconciatura orribile per anni. Appena capito che sto male con i capelli corti, li ho fatti crescere per anni. Anche da settantenne voglio i capelli lunghi, giusto per vendicarmi.
Quindi niente a livello affettivo, l’adolescenza era iniziata con una tragedia… che fare in quei casi, la voglia di giocare a calcio mi era passata per il resto della vita. Tutta quella fatica per nulla, per non parlare del fango, delle cadute e dei tiri in porta.
Che nervi, c’era da piangere di notte!!!!
Comunque per distrarmi da quelle tragedie, visto che erano 3 anni che lo tacchinavo e lui aveva espresso disgusto, quindi ho pensato bene di distrarmi andando a visitare castelli con una mia amica.
Come potrete capire poi dopo: non è stata affatto una bella idea. Il castello di Verrone era carino e gigante. Mi ricordo che aveva dei buchi nel muro e noi ci passavamo sotto, due pazze.. in caso di crollo ci avremmo lasciato le penne. Ci andavamo per tutto il sabato pomeriggio e non dicevo niente a mia madre ovviamente abbiamo ripetuto la perlustrazione per diverso tempo. Una volta eravamo arrivate anche alla parte abitata del castello. A quel punto eravamo scappate via come due ladre, prima che il proprietario ci corresse dietro con un randello. Comunque era tanto bello da vedere, ed io mi immaginavo la storia dei signori che ci avevano abitato. Stavo chiaramente sognando ad occhi aperti, visto che sognare il mio compagno di calcio aveva portato sventura… avevo cercato una alternativa.
Quindi andavamo di piano in piano, di stanza in stanza perlustrando. Se avessimo trovato qualcuno, credo che poteva dirci anche solo:
Ciao come state?
Saremmo morte di infarto. Era infatti parecchio buio anche solo di pomeriggio alle 2. Comunque un anno ha nevicato di brutto e ci sono stati dei crolli. La notizia era andata sul giornale… Quindi io e lei avevamo fatto un brain-storming sulla situazione. Eravamo delle piccole canaglie professioniste. Di quelle che avremmo dovuto pagarla per tutte le marachelle fatte. Di solito la pagavo io visto che ero poco sveglia. Comunque eravamo preoccupate che il nostro tesoro di castello stava crollando e avevamo deciso mestamente di non tornarci più.
Sì l’adolescenza è uno splendido periodo di perlustrazione e di scoperta. Siccome non cresco mai, ho sempre voglia di scoprire cose nuove e quando non ne avrò più voglia sarà meglio per me sparire da questa esistenza.
Diceva infatti la grande Marie Curie:
Nothing in life is to be feared, it is only to be understood. Now is the time to understand more, so that we may fear less.
Lei era una che non temeva niente e ricercava, io ho iniziato a perlustrare. Ovviamente potessi pulire le scarpe e anche il laboratorio della Marie, sarei soddisfatta per il resto della vita.
Lo so che poteva finire male, ma per una simile bellezza una persona deve essere pronta a prendersi dei rischi.
Con il tempo ho iniziato a imparare ed a ricercare, per questo sono diventata ricercatrice.
Vorrei esprimere la mia più immensa stima per questa grandiosa ricercatrice e non mi importa se certi bigotti hanno cercato di buttare spazzatura sul suo operato.
Cose da tenere a mente.
Dopo tutto, a ben vedere, dobbiamo ricordare un’altra citazione di Francois de La Rochefoucauld:
Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che è oltre la loro portata.
Ogni riferimento ai miei nemici è puramente voluto. :D
Lo so, lo so rischio di farmi dei nemici, ma credo proprio che me ne farò una ragione.
Un abbraccio.
Vostra Alessandra
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