Prendo in prestito parte del titolo da questo interessantissimo post (che vi invito a leggere) di , in quanto ciò che sto per scrivere nasce da alcune riflessioni scaturite dalla sua lettura, e dal conseguente scambio di commenti.
Ci troviamo in un momento storico decisamente particolare, sotto tanti punti di vista. E no, non sto parlando delle vicende legate all’epidemia in corso.
Da alcuni anni, ormai, il web e la televisione stanno dando sempre più spazio a inquietanti e dannose figure che, pur dopo tanto pensare, non saprei come definire esattamente e che quindi, per comodità, definirò Ignoranti. Chiariamoci, non sto parlando di chi è ignorante in un determinato campo, cosa più che lecita; sto parlando, piuttosto, di quelle persone che si contraddistinguono per un’elevata ignoranza morale, logica e sociale. Sto parlando dei vari complottisti, no-vax, nazi-vegani et similia, che spuntano ovunque come funghi in un bosco umido di settembre.
In “tempi di pace”, queste disturbate figure risultano quasi simpatiche e divertenti, regalando infinito materiale con il quale farsi due risate e stare meglio con sé stessi, pensando che, alla fine, al mondo c’è chi sta peggio. In “tempi di guerra” però, quando le cose si fanno serie, le persone normali finiscono presto con lo stufarsi di prestare attenzione a questi ciarlatani, e il divertimento si trasforma sovente in rabbia.
Come fatto notare da , questo è esattamente quello che sta accadendo in questo momento. Gli imbecilli di cui ci prendevamo gioco fino a qualche settimana fa si sono improvvisamente trasformati in nemici da cancellare dalla faccia della terra, o quanto meno dal web; le tirate di culo si sono trasformate in insulti reciproci; i disperati tentativi di redimerli son divenuti denunce penali.
Questo accade per diverse ragioni, alcune puramente psicologiche (e di nuovo vi invito a leggere il post di ), altre più tangibili, come la necessità di preservare i più deboli dalla possibilità che gli Ignoranti facciano breccia nelle loro menti, mettendoli così in pericolo. Perché è questo che accade.
E qui veniamo, finalmente, alla follia citata nel titolo. Certo, si tratta di qualcosa che, seppur in maniera più occulta, si è insinuato nella nostra società ben prima dell’arrivo di questa pandemia, ma che ora è esploso mostrandosi in tutta la sua preoccupante schifezza. Per non dilungarmi eccessivamente, prenderò in esame i due casi che maggiormente mi si sono riproposti in questi giorni di reclusione forzata, durante i quali più e più volte ho dovuto sentire la gente riempirsi la bocca con queste affermazioni.
La follia della libertà di parola
Molto spesso, quando uno degli Ignoranti sopra citati viene colto in flagrante da qualcuno che, con scienza e coscienza, ne smonta le improbabili tesi, questi si difende appellandosi alla libertà di parola.
Questo diritto fondamentale dell’essere umano è riconosciuto dall’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e recita: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere e, per estensione, dall’articolo 21 della Costituzione Italiana: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Queste indicazioni, poiché non si tratta di leggi, vengono sovente interpretate come nel seguente modo: posso dire quello che voglio, come voglio, quando voglio, perché sono libero di esprimere il mio pensiero.
Questo però, è vero solo in parte. Vengono indicati, infatti, anche i limiti di questi diritti. In particolare, sono posti dei limiti che derivano dalla tutela del "buon costume" o dall'esistenza di beni o interessi diversi che sono allo stesso modo protetti e garantiti dalla Costituzione, con l'intento di limitare tutte quelle azioni che andrebbero a danneggiare la sicurezza pubblica, la cui tutela costituisce una delle finalità immanenti del sistema.
Mi soffermo specialmente sull’esistenza di beni o interessi diversi che sono allo stesso modo protetti e garantiti dalla Costituzione; uno di questi beni, per esempio, è la salute delle persone. Se qualcuno diffonde messaggi che minano la salute del prossimo, ecco che la sua presunta liberà di espressione decade. Se domattina impazzissi e cercassi di far credere al mondo che la tachipirina fa male, ecco che dovrei essere fermato. Allo stesso modo, chi senza alcun fondamento scientifico cerca di convincere le masse che i vaccini fanno male, o che il virus responsabile dell’attuale pandemia non è pericoloso, deve essere fermato e sanzionato. Magari recluso.
La scienza è dubbio, chi non dubita è un pazzo
Questa è una delle frasi più care agli scienziati di tutto il mondo, ma sempre più spesso viene utilizzata dagli Ignoranti per difendere l’esistenza delle proprie stupide tesi: “la scienza non è certezza, e quindi potrebbe anche essere come dico io”.
No, non funziona così. Certo, la scienza è anche dubbio, e questo dubbio è intrinseco proprio nelle modalità della scienza: chi vuole fare un’affermazione deve necessariamente basarla su una serie di osservazioni e esperimenti che siano adeguatamente descritti e ripetibili; in questo modo, se qualcuno volesse dubitare, potrebbe ripercorrere il percorso seguito da colui che ha fatto l’affermazione, trovando differenze o confermando le osservazioni. Questo è il dubbio. Dubitare non significa alzarsi la mattina e formulare una teoria alternativa senza alcuna base scientifica, anche perché una teoria strampalata senza alcun fondamento non è a sua volta “dubitabile” (passatemi il termine), e quindi non si può verificare. Si rischia quindi di cadere proprio sul punto che si voleva usare come difesa, ossia la scienza è dubbio. È dubbio solo quando fa comodo a voi, dite la verità.
Farò un esempio. Sono stati ormai pubblicati diversi lavori a sostegno dell’origine naturale del SARS-CoV-2 (tratterò adeguatamente la questione in un prossimo post). Questi lavori, come tutte le pubblicazioni scientifiche, contengono la descrizione nel dettaglio di come si è arrivati a tale conclusione, e rendono possibile la ripetizione dell’esperimento infinite volte. La tesi contraria, ad oggi, non si fonda su alcuna evidenza scientifica. Non ci sono elementi verificabili o esperimenti ripetibili che possano permettere di verificare queste tesi. E quindi, chi propina una tesi del genere sta inventando.
Volendo essere precisi, gli elementi ci sono e dimostrano l’inconsistenza della tesi, ma questa è un’altra storia.
Sì, la scienza è dubbio. Ma non tutto è scienza.
Concludendo, questa è la follia a cui mi riferivo nel titolo di questo post. È folle che a persone ignoranti e senza alcuna conoscenza adeguata sia permesso di parlare liberamente diffondendo informazioni false che generano confusione e paura. È folle che esistano medici e scienziati che, per un po’ di notorietà, tirino fuori dai cilindri tesi non supportate da alcun elemento scientifico, talvolta mentendo sui dati. È folle che le persone seguano e difendano questi imbecilli senza capire che a rimetterci sono prima di tutto loro stessi. È folle che diritti fondamentali come la libertà di pensiero e di parola vengano strumentalizzati per arrogarsi il diritto di dire stupidaggini. È folle che le istituzioni non prendano provvedimenti riducendo al silenzio e punendo queste persone. È folle questo mondo, in cui la scienza è stata declassata a una materia da aperitivo, per cui chiunque si sente in diritto di definire le proprie stupide affermazioni scienza.