Prologo
Nei due capitoli precedenti abbiamo visto che una nuova minaccia si sta avvicinando al Regno. I Viddar sono un popolo che arriva da lontano ed ha solcato il Mare dei Rimpianti per anni per approdare proprio sulla Grande Isola con intenzioni perniciose: persino i Rusdan, dall'alto delle loro imponenti città fortificate in mezzo al deserto, sembrano esserne preoccupati. In questo episodio andremo a vedere cosa succede nei ducati e quale sia la reazione di Reynwald.
Gortash era stata rinominata Città Fortezza e nella quinta primavera dopo la sua caduta, come ogni anno il Duca di Reynwald era appena arrivato al cospetto del reggente ed amico Croll.
Dopo aver conferito con il suo compagno d'arme per due intere giornate, nel pomeriggio del terzo giorno, scese nelle viscere del palazzo per visitare lo sconfitto cugino Delmdel. Costui, da cinque anni, ormai rinchiuso in una cella senza finestre, era diventato cieco a causa dell'oscurità che riempiva l'ambiente circostante. Il condottiero rimase per oltre quattro ore a conversare con il recluso e risalì per l'ora di cena. Durante tutta la discussione, tuttavia, fece molta attenzione a non dirgli nulla a proposito degli stranieri che provenivano dal Mare dei Rimpianti. Non voleva dargli la benché minima soddisfazione nel sapere che fosse preoccupato per qualcosa.
La settimana successiva, a differenza delle consuetudini degli anni precedenti, arrivarono in quella che fu la città di Gortash anche altri cinque personaggi. Erano i compagni d'arme del Duca di Reynwald. Alcuni, con il tempo, erano diventati anche amici ed oggi erano tutti i membri del Consiglio di Guerra.
Il Consiglio, prima della conquista della città, era composto da cinque membri:
- Croll il maniscalco che ormai era diventato reggente della Città Fortezza,
- Nysr l'arciere e messaggero che era stato nominato reggente di Zhoss, l'ex capitale del Duca di Ramarok rimasto ucciso nella Grande Radura,
- Atn, capo dei barbari Therdentin ed ormai residente a Salor,
- Dris il mastro falegname,
- Snim il capo dell'Accademia.
Purtroppo gli ultimi due erano rimasti uccisi durante l'assalto a Gortash.
Per questo motivo e per dare maggiore pluralità di opinione all'interno di un conciliabolo così importante, Reynwald decise di sostituirli con altri due valorosi combattenti che si erano distinti durante tutta la campagna militare contro Delmdel e nella battaglia finale a Gortash. Si trattava di Fodbra e Cest i guerrieri che si erano intrufolati per quasi due mesi nella città vestiti da mercanti. Costoro disegnarono un'accurata planimetria che si rivelò fondamentale come le informazioni che seppero fornire sull'attuale Città Fortezza.
I cinque membri, quindi, si riunirono nella grande sala dei ricevimenti del palazzo ducale.
Sebbene la stanza avesse mantenuto alcuni arredi dell'era di Delmdel, c'erano molte differenze apportate dal Reggente Croll: alcuni drappi raffiguranti scene di caccia e pesca scendevano dai soffitti coprendo le pareti dal tetto al pavimento.
I pavimenti erano in legno antico finemente lavorato e levigato. Essi risultavano freschi d'estate e caldi d'inverno donando una piacevole luminosità a tutto l'ambiente. Il legno, a ridosso dell'enorme camino posto sulla parete nord della stanza, era stato sostituito con della pietra proveniente dai monti ad est del Regno.
Il camino era l'unica fonte di riscaldamento della sala nelle fredde giornate invernali e con l'appropinquarsi di quella stagione veniva alimentato costantemente giorno e notte.
La parete ad est della sala era composta da enormi vetrate dalle quali si poteva vedere tutta la città. Anche la parete ovest aveva diverse finestre ma queste si affacciavano verso le valli e le vigne fuori dalle mura cittadine.
Per entrare nella sala si poteva varcare una delle tre porte posizionate sul lato sud: da quella centrale si arrivava dalla scala che portava all'ingresso del palazzo mentre le altre due laterali conducevano rispettivamente alla cucina e ad una stanza dove una volta si preparavano giocolieri e danzatori nelle occasioni ludiche.
Grosse tende in velluto e seta erano fissate sulle guide poste sopra ogni finestra tanto ad est quanto ad ovest e, all'uopo, potevano coprire le vetrate in caso di sole troppo forte.
Nel centro della sala si trovava un grosso tavolo di quercia circondato da sedie in castagno che risultavano pesanti quanto solide. C'erano pochi mobili adagiati alle pareti, tutti in legno e con uno stile essenziale quasi tendente al povero. Alcuni servivano a raccogliere delle pergamene mentre altri per stipare piatti in ceramica e bicchieri in cristallo.
Insieme al Duca di Reynwald c'era anche Boku, il ragazzo che il condottiero aveva salvato da una vita di stenti a Salor all'età di otto anni. Adesso ne aveva appena compiuti tredici ma aveva già le fattezze di un piccolo uomo desideroso di farsi valere in un mondo di guerrieri.
Quando tutti furono seduti, un paggio vestito con una tunica color verde che arrivava fin sotto il ginocchio, portò un vassoio d'argento sul quale poggiavano diversi bicchieri e due caraffe, una di vino ed una d'acqua.
Dopo aver poggiato il vassoio sul tavolo, posò le caraffe davanti al Duca di Rewynald e distribuì i bicchieri a tutti i partecipanti. Subito dopo sparì dalla sala per tornare nuovamente con il vassoio sul quale aveva caricato altre caraffe che distribuì a coppie vicino a ciascun astante.
Nel frattempo un altro paggio arrivò con un pentolone in rame dalle cui pareti spuntavano piccoli rubinetti anch'essi in metallo. Lo reggeva con i guanti perché bruciava e quando si avvicinò al tavolo, tutta la stanza fu pervasa da un piacevole profumo di chiodi di garofano bolliti nel vino.
Durante i preparativi ad opera dei due paggi, gli astanti chiacchierarono tra loro del più e del meno. Si parlava delle condizioni del tempo, dei raccolti e molte domande furono poste al giovane Boku che si prodigò a raccontare i progressi compiuti con l'uso delle armi dispensando diversi e sentiti ringraziamenti al proprio salvatore.
Quando i due paggi terminarono le proprie attività si ritirarono ai lati est ed ovest della sala, ognuno tra i due finestroni posti sulle rispettive pareti in attesa di essere chiamati nuovamente.
Fu a quel punto che Reynwald iniziò a parlare ad alta voce dopo essersi schiarito la gola per attirare l'attenzione di tutti ma soprattutto per richiedere silenzio:
Vi sarete certo chiesti il motivo di questa riunione. Ho convocato il Consiglio di Guerra perché alcune voci inquietanti provengono dalle periferie del Regno. I nostri pescatori hanno avvistato più volte, nelle ultime settimane, una o più imbarcazioni al largo dalla costa ed anche Atn mi ha riferito di alcuni Therdentin che riportano avvistamenti analoghi ad est del Regno. Le imbarcazioni sono talmente grandi che, nelle giornate senza nebbia, possono essere viste anche da diverse miglia di distanza dalla costa.
In realtà tutti i presenti avevano avuto notizie analoghe e nessuno ne fu realmente sorpreso ma una certa apprensione era comunque palpabile. Croll fece cenno ai paggi di versare il vino caldo e Reynwald ne approfittò per fare una pausa per poi riprendere il discorso:
Un altro tema importante è costituito dai commerci tra noi ed i Therdentin delle montagne. Nonostante continuino a fiorire e ad aumentare, sono ancora molte le carovane scomparse nel nulla mentre attraversano il Deserto. Qualcuno dice che siano morti per le condizioni avverse ed il troppo caldo o a causa dell'inesperienza. Altri giurano che siano stati i mercenari dei Rusdan a decimare le carovane. Quel che è certo è che i pusillanimi avranno ormai capito che stiamo cercando di escluderli dai nostri commerci e non ne saranno felici dato che su questo basano la loro ricchezza e la loro sopravvivenza. Diverse spie mi hanno informato che stanno rimpolpando i loro eserciti di mercenari. Presto, però, queste milizie rappresenteranno una spesa importante per le loro casse e dovranno giustificare queste emorragie di danaro facendole entrare in azione.
Tutti i presenti annuirono e il Duca proseguì nuovamente dopo aver bevuto dalla coppa davanti a se:
Ritornando al problema forse più impellente, non conosciamo ancora quante navi ci siano sul Mare dei Rimpianti. Si parla di una o forse due o forse cinque. La cosa che mi preoccupa maggiormente, tuttavia, è che sono rimasti per oltre un mese al largo dell'Isola. Ciò significa che sono ben equipaggiati ed hanno buoni rifornimenti e questo la dice lunga sulle loro intenzioni. Stanno studiando il Regno da lontano e non mi stupirebbe scoprire che alcuni di quegli uomini, di cui non sappiamo nulla, siano sbarcati di notte sulle coste per studiare il territorio. Per quanto riguarda i Rusdan... le mie intenzioni nei loro confronti non sono amichevoli e mi piacerebbe davvero estinguere la loro stirpe dalla faccia della terra! Tuttavia, sono consapevole che aprire un conflitto su due fronti, sebbene i nostri eserciti insieme a quelli dei Therdentin siano davvero imponenti, potrebbe essere deleterio. Questo è il motivo per il quale ho riunito il Consiglio: vorrei conoscere il vostro parere e studiare delle strategie.
Nysr e Croll che conoscevano il Duca da più anni di tutti, si stupirono di come il loro Signore stesse sviluppando anche notevoli doti politiche nel corso degli ultimi anni.
Non era un suo atteggiamento tipico il fatto di chiedere un parere in queste situazioni ma la presenza di Atn all'interno dei ducati cambiava le carte in tavola ed ora il condottiero aveva un interlocutore che doveva rispettare come suo pari e sembrava essere molto abile anche in questo.
Oltre ad essere un grande guerriero e condottiero, oltre ad avere innegabili doti da stratega, ora si rivelava pure un buon politico e non potevano che ammirare tutte queste doti concentrate nel loro Signore.
Fu proprio Atn a parlare e, in puro stile barbaro, fu conciso e diretto:
Quello che dici è vero uomo. Il nostro Popolo trova la gloria nel combattere ed è questo che chiedo loro. Per me guerra agli invasori prima di tutto!
Boku iniziò a battere ritmicamente i pugni sui tavoli e ad intonare una cantilena sottovoce "Guerra! Guerra! Guerra!" La sua giovane età e la sua voglia di entrare in azione per dimostrare il proprio valore gli conferivano un temperamento irruento. A lui, tuttavia, si unirono tutti i presenti ed ogni volta che uno iniziava a battere i pugni sul tavolo seguendo il ritmo impostato dal ragazzo, il tono della cantilena aumentava di conseguenza.
Quando tutti ebbero modo di esprimere il proprio parere, Reynwald alzò la mano e subito riportò il Consiglio all'ordine:
D'accordo. Così sia! Guerra!
Quella notte, come non gli capitava ormai da anni, il Duca ebbe un sonno tormentato. Non gli piaceva non conoscere il proprio avversario: era una cosa che lo metteva a disagio.
Il mattino dopo si ritrovarono tutti insieme nel salone e gustarono una sontuosa colazione. Il condottiero esortò tutti ad inviare delle spie in giro per i territori dei ducati e a riportargli qualsiasi informazione che potesse essere utile in tempi brevi.
Decisero di ritrovarsi ogni settimana presso la Città Fortezza e la sera stessa, tutti tornarono presso le proprie abitazioni.
Reynwald chiese a Boku di andare verso la spiaggia più a sud dei Ducati per osservare l'orizzonte in cerca delle imbarcazioni ed il ragazzo ne fu onorato! Poi chiese a Fodbra e Cest di partire verso Città Oscura mentre lui rimase ancora qualche giorno.
Quella sera, dopo mezzanotte, si vestì e scese nelle segrete sotto il palazzo. Le guardie si misero immediatamente sull'attenti quando lo videro ed aprirono la porta della cella nella quale era costretto il cugino del loro Signore.
Dal fondo della stanza umida provenne un lamento gutturale e ci fu un movimento repentino. Poi una flebile voce squittì nell'oscurità:
E' giorno o notte? Come mai sei qui dopo così poco tempo?
Il condottiero sembrava stanco sebbene non avesse compiuto nessuno sforzo degno di nota:
E' notte fonda ma avevo voglia di parlare.
Durante la chiacchierata non disse nulla nè dei Viddar nè delle sue preoccupazioni ma quando andò via, a Reynwald sembrò di scorgere un insalubre luccichio provenire dal centro della cella. Forse era suo cugino che, avendo compreso la sua apprensione, aveva sfoggiato un sorriso beffardo o forse solo il frutto della propria immaginazione?
Non ebbe il tempo di accertarsene perché una delle due guardie chiuse la porta dietro le sue spalle e con essa il ricordo del passato. Adesso era ora di guardare al futuro.
NB: la copertina ed eventuali altre immagini presenti nel presente post o in quelli della medesima saga sono state realizzate con il Servizio Canva avvalendosi delle immagini gratuite in esso disponibili ad uso gratuito.
Per orientarti nella geografia di questo racconto, ti consiglio di andare nel primo capitolo de *La Guerra dei Ducati e poi tornare qui: La Guerra dei Ducati. 01: una bussola per il lettore.
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